Napoli per la politica Italiana negli ultimi decenni è un giardino zoologico.
I politici vengono a far visita a Napoli con lo stesso animo di chi visita serragli per fiere esotiche. È una città zoologicizzata. Osservata, compatita, osteggiata, un luogo che incuriosisce. Ma non produce nessuna azione radicale.
Le stesse foto del golfo sono oramai solo cartoline ricordo.  I giovani ammirano i suoi panorami dagli specchietti retrovisori, dagli oblò degli aerei in partenza.

Il punto é in buona sostanza uno, il Meridione come questione é sotterrato. Sepolto. I meridionalisti, soverchiati dai terronisti in numero e attenzione, sono voci inascoltate. Né il saggio e preparato ministro per il sud Provenzano può da solo invertire la rotta. Perché l’Italia, in crisi economica e ideale, il primo sacrificio l’ha compiuto sul Sud, come spesso accaduto. Lasciando in qualche modo che il meridione, e Napoli, si gestisca da solo. In effetti il modello “Milano” é maneggevole e ben consente con piccoli sforzi grandi pubblicità personali e partitiche. I laboratori politici milanesi dimostrano quanto oggi la politica sperimenti il semplice piuttosto che impegnarsi nel complesso. Non ci stupiamo quindi se soluzioni trancianti, essenziali, basiche, siano efficaci. Perché se il pensiero politico diffuso é rachitico, senza respiro, la gente sarà ancora più amante del semplice.
Ancora più confiderà nell’uomo unico piuttosto che nel pensiero.

La tendenza irreversibile temiamo che potrà trovare sfogo al sud in modelli di protesta aspri. I tempi sono maturi perché un qualsiasi leader carismatico possa incassare il malcontento dei meridionali, tirando su un movimento autonomista, conservatore più che progressista, che avrebbe un certo successo se ben presentato.

Perché se Roma s’allontana, l’Europa é irraggiungibile. Basti pensare ai problemi delle metropoli europee; ben più moderni (mobilità 3.0, green strategy, umanizzazione del lavoro ad esempio) di quelli novecenteschi che affliggono Napoli.
Restano i santi? Neppure. San Giacomo e Santa Lucia, battagliano da anni, San Gennaro fa sciogliere il sangue, forse troppo ottimisticamente. Il risveglio da questo torpore sarà drammatico e dirompente, ma non potrà dirsi inatteso.

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