La cultura politica degli ultimi 10 anni è stata dominata da figure ambigue che hanno trasmesso il messaggio che la destra e la sinistra politica sono ormai categorie desuete ed anacronistiche. Questo messaggio, privo di contenuti, di valori e persino di motivazioni, è passato in modo martellante, lasciando i destinatari confusi, senza scale di valori, se non che il nostro mondo è regolato dalle leggi del mercato globale che su tutto prevalgono. Una chiara conseguenza, questa, della caduta del Muro, che trascina con sè anche la fragile deterrenza opposta fino ad allora al trionfo del capitalismo liberista e selvaggio. Il mantra “destra e sinistra non esistono più” è riuscito subliminalmente ad addormentare, ma non a spegnere, coscienze ed orientamenti, ed ha trovato completamente impreparata una classe politica che era invece formata sulla base di specifici modelli di sviluppo sociale, basati su valori primari, irrinunciabili e per questo non negoziabili. Era necessario uno shock perché i dormienti si risvegliassero.

Io sono grato a Matteo Salvini, senza ironia od infingimenti, perché è stato il principe che ha risvegliato le addormentate, salvandole dalla melassa ambigua in cui erano state precipitate. Ha risvegliato e sdoganato, anche grazie ad una stampa largamente accondiscendente, il fascismo dormiente e mai eliminato. E non è stata un’operazione di semplice facciata, ma di reale riemersione di pulsioni mai risolte che, benché minoritarie (e di questo sono sicuro), hanno sviluppato un attivismo di tale portata da apparire largamente prevalenti. Io plaudo ai fascisti che non hanno più timore o vergogna di chiamarsi fascisti e dico loro grazie, ci state aiutando.

Si, perché è il risveglio di questa brutta addormentata che ha provocato il risveglio della sorella bella. Questo è il cosiddetto Movimento delle Sardine, la bella addormentata risvegliata non dal bacio del principe azzurro, ma del principe nero.

Per mestiere ho sempre avuto contatto con i giovani e meno giovani. Con giovani di diverse generazioni, molti dei quali oggi non lo sono più. Ho potuto toccare con mano i cambiamenti nei profili delle nuove generazioni prodotti dai radicali mutamenti che la nostra società ha dovuto subire negli ultimi 40 anni. Parlo con loro, loro mi cercano, ed io imparo da loro più di quanto cerchi di trasmettere, e questo mi fa sentire giovane, malgrado la mia età.

Così posso dire che questo movimento, che però non è fatto solo di giovani e giovanissimi, ripropone in una veste moderna e “social” i valori inalienabili, ma sopiti, della sinistra riformista. E li ripropone in forma, diciamo, destrutturata. Ma sono là. Aspettano solo di essere messi a sistema. E di trovare un contenitore operativo che ne impedisca la dispersione e che riesca a mettere insieme i transfughi del M5S, la galassia dell’astensione (largamente di sinistra) ed i dispersi elettori dell’atomizzazione della sinistra politica.

Un contenitore può essere, almeno in linea teorica, costruito al prezzo di un bagno di umiltà e di realismo. Questa mia non è solo una ricetta, ma quello che da ricercatore di vecchia data io vedo come unica possibilità per salvare la sinistra riformista ed il paese dalla neobarbarie.

Qualcuno dei nostri leader illuminati (io assumo che ce ne siano) potrebbe (dovrebbe) assumersi la responsabilità di convocare un congresso costituente per un nuovo soggetto politico, che riunisca il PD, LEU e tutti gli altri partitini della galassia della sinistra, sulla base di una serie di regole assolute:

  1. La classe dirigente del nuovo soggetto politico dovrà essere interamente nuova e dovrà coinvolgere anche i promotori dell’iniziativa che ha dato vita a questo Movimento che sta riempiendo le piazze. In ogni partito e partitino politico attuale ci sono risorse umane in condizioni di preparazione politica tale da profondere energie in questo progetto. Non tanto una questione anagrafica, quanto di totale e manifesto rinnovamento dei quadri.
  2. Nessuno dei leader attuali dovrà essere parte del gruppo dirigente, ma potranno eventualmente costituire una specie di Comitato dei Saggi, con funzioni esclusivamente consultive.
  3. Il programma del nuovo partito dovrà essere definito in ambito congressuale da tavoli tematici a cui partecipano esperti politici e membri della società civile. Dai tavoli dovrà uscire una linea condivisa alla quale dovranno adeguarsi tutti.
  4. Il nome della nuova formazione politica non dovrà essere ambiguo, ma dovrà esprimere in modo chiaro la sua collocazione nell’ambito della sinistra riformista storica.
  5. Dovrà essere garantita una serrata discussione interna, ma nei limiti di un rigido centralismo democratico al quale si dovranno adeguare le minoranze. Il Partito dovrà sempre mostrarsi graniticamente compatto nelle comunicazioni.

Io non sono tra quelli che pensa che la leadership attuale della galassia di sinistra sia da buttare interamente, per incapacità. Credo, come ho detto più sopra, che non sia stata preparata per affrontare la contingenza che si è messa in moto con il crollo della prima Repubblica e del Muro di Berlino ed è perciò che è stata sconfitta. Ma la sconfitta è loro, non della sinistra riformista. Se i leader dei partiti attuali saranno capaci di accettare questa verità ed avranno il coraggio di affrontare questa transizione, potranno comunque passare alla storia come coloro che avranno salvato il Paese.

Ma naturalmente anche il Movimento delle Sardine, anzi i suoi partecipanti devono fare delle scelte se vogliono sopravvivere. Quanto potrebbe durare questo abbrivio spontaneo? Ricordate il Movimento dei Girotondi? Per questi movimenti non c’è futuro se restano così spontanei come sembra che questo sia. Perché, superata la fase di trasferimento empatico, si sopravvive solo facendo lievitare una coscienza politica collettiva e questo si può fare scendendo tra la gente che non viene a riempire le piazze. Ci vuole organizzazione e proposte legate al modello di società che si ha in mente. E questo non può non essere canalizzato in un partito, il corpo intermedio per eccellenza, che si pone tra le istituzioni e la gente e che agisce come canale di trasmissione. E’ proprio l’alienazione dei partiti tradizionali e delle loro strutture sul territorio, in gran parte legate all’abolizione del finanziamento pubblico, che ci ha portato dove siamo, con una classe di governo di ignoranti incompetenti (facendo salve 4-5 persone di grande qualità e preparazione politica che consentono al governo ed al paese di sopravvivere). Quindi, cari compagni del Movimento delle Sardine, questo è secondo me quello che dovete chiedere per sopravvivere e crescere: la creazione di un soggetto politico nuovo. E sopra trovate i 5 comandamenti che io suggerirei.

Questo è l’appello che sta emergendo nei social dagli orfani della sinistra riformista.

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