La magistratura onoraria italiana è da sempre a fianco della Magistratura di carriera, nell’ amministrazione quotidiana della Giustizia anche in un periodo del genere in piena epidemia da Corona Virus, con tutti i rischi che ne derivano in tema di rischio di contagio, tenuto conto dell’attività che viene svolta che fisiologicamente porta ad avere contatti con altre persone (personale di cancelleria e utenza pubblica su tutti).

Allo stato vi è una sospensione di tutte le attività giudiziarie fino al 12 maggio, che potrebbe essere prorogato ulteriormente sia pur con misure meno dure.
Appare infatti chiaro che per fare fronte all’emergenza da ”coronavirus” altamente probabile e diminuire il pericolo si possa prevedere di limitare l’attività giudiziaria agli affari urgenti e non differibili, con conseguente rinvio delle udienze.

Uno scenario di questo genere è di quanto più catastrofico ci sia per la categoria con conseguenze sul piano economico molto pesanti, oltre che per il lavoro che subirebbe un rallentamento significativo.
Quest’emergenza, rischia di portare un danno alla categoria, che nell’immediato non recandosi in Ufficio (ebbene si anche per un onorario il luogo di lavoro è tale!) non ha diritto all’indennità e non può nemmeno introitare o depositare provvedimenti laddove come nel caso del Giudice di Pace sia prevista una liquidazione di questi.

In tutti questi anni non è mai stata prevista alcuna copertura previdenziale ed assicurativa, mancanza avvertita quanto mai in questo periodo in cui la Magistratura onoraria ha continuato senza interruzione a fornire il proprio apporto.

Come si può vedere un quadro drammatico, poiché dietro alla categoria dei magistrati onorari, vi sono altrettante famiglie, vi sono persone che vivono di questo piccolo introito e magari vi facevano affidamento in un momento di crisi per condurre con dignità la propria vita e che offre un servizio di cui si giova anche il cittadino.
Altra problematica, che in queste settimane ha meritato di essere affrontata con urgenza pressoché immediata, è data dalle richieste della categoria di vedersi riconosciuto il diritto a percepire un indennizzo per questo periodo di forzata inattività, in cui non verrà corrisposto nulla, poiché nessuna udienza viene tenuta: se si voleva esemplificare il concetto di precarietà del Magistrato Onorario questa è la fattispecie perfetta!

In passato il motivo ricorrente era la mancanza di fondi, ma nel caso specifico in primo luogo siamo davanti ad un caso straordinario che richiede interventi dello stesso tenore ed inoltre i fondi da impegnare già sono disponibili.
Sino al blocco definitivo, inoltre i magistrati onorari sono andati comunque in udienza e non solo per motivi di ordine deontologico e disciplinare (l’assenza non motivata è passibile di provvedimento disciplinare) ma per senso del dovere e per amore del proprio lavoro.

Ancora oggi, va detto, vi sono Giudici Onorari che si recano in Tribunale, vuoi per fissare i rinvii vuoi per depositare provvedimenti ed agevolare sia il lavoro dei cancellieri sia per dare un segno di collaborazione concreto all’avvocatura; si può dire che con il processo telematico ciò non sarebbe necessario ma non è così perché occorre depositare il fascicolo cartaceo per agevolare il lavoro della cancelleria.

Uscire di casa per andare in Tribunale significa, però aumentare il rischio di contrarre il virus, senza avere alcuna forma di tutela  nella fase della malattia, laddove si chiedeva semplicemente un’adeguata tutela assistenziale in caso di malattia contratta nell’esercizio delle attività connesse all’incarico.
Questo perché il dibattito sulla magistratura è dominato ammettiamolo dalla fobia di riconoscere alla categoria qualsiasi forma di garanzia che possa paventare una forma di equiparazione alla Magistratura Onoraria e naturalmente l’emergenza da corona virus non fa eccezione.

Ci sarebbe aspettato di non dover lottare per un riconoscimento economico e che le misure riguardassero anche altri aspetti come quello sanitario: da parte di qualche osservatore è stato paventato come in questa battaglia vi fossero secondi fini nascosti come ad esempio di aprire “una breccia” per ottenere la stabilizzazione e l’equiparazione ai Magistrati di carriera.
Errore, perché i magistrati onorari chiedono semplicemente dignità nello svolgimento del proprio lavoro e non vogliono una parificazione con i Magistrati di carriera; purtroppo anche in questa circostanza ha prevalso la politica dell’immobilismo e dei veti incrociati che sta annientando qualsiasi forma di progresso in Italia.

Ci si sarebbe aspettati, che per lo meno in questa fase, come un dibattito così sterile fosse messo da parte in nome dell’interesse del paese e della giustizia, cui la categoria degli onorari da un contributo rilevante, anche se per fortuna non sono mancate le voci che hanno espresso gratitudine per il lavoro svolto.
Dispiace perché questa sarebbe l’occasione di consentire alla categoria di venir fuori di uscire da un precariato perenne dotandola delle tutele che spettano ad ogni lavoratore: con le attuali norme in vigore infatti il magistrato onorario.

Da più parti, sia pur tra mille contrasti e divisioni si era auspicato un contributo che fosse pari almeno all’indennità annuale che si prevede nel c.d. disegno di legge “Bonafede “pari quindi pari ad € 31.473,00, da parametrarsi con riferimento alla durata della sospensione.

Obiettivo questo impossibile da raggiungere purtroppo, anche se il c.d. decreto” Salva Italia contiene delle misure a favore della Magistratura Onoraria, infatti è prevista a favore dei Magistrati onorari la corresponsione di un’indennità mensile per il periodo dell’emergenza e per un massimo di tre mesi ammontante ad € 600,00.
Vi sono perplessità, poiché si tratta di una somma estremamente bassa inferiore addirittura al reddito di cittadinanza che mortifica persone le quali hanno l’impegno e l’onere compito di amministrare la giustizia, ma comunque va sottolineato, rappresenta un passaggio storico, poiché per la prima volta viene riconosciuto il ruolo del Magistrato Onorario, in un ambito al di fuori della singola udienza.

La norma, questo è chiaro non soddisfa la categoria, poiché se sia pur in misura assai tenue interviene sotto l’aspetto economico ma non per quanto attiene altri aspetti come la salute; sarebbe stato infatti opportuno pensare anche ad interventi concreti a tutela della salute, in una situazione come quella attuale in cui il Virus sta provocando danni irreparabili e migliaia di vittime.
Peccato è il caso di dire perché sarebbe stata l’occasione non solo di dare dignità a dei lavoratori che danno il loro contributo alla gestione della giustizia, quando non vi è in realtà alcuna spesa aggiuntiva, essendo sufficiente accedere a fondi per altro già stanziati.

Alla luce però della drammatica evoluzione della crisi epidemiologica in atto, e delle condizioni sempre più precarie e difficili in cui versano i magistrati onorari, tali istanze non possono che essere ribadite con maggiore forza.

Infatti mai come in questo momento si avverte la natura estremamente precaria della figura del Magistrato Onorario che a differenza del magistrato togato, non è un pubblico dipendente e non gode di nessuna garanzia previdenziale, né di continuità  a tempo indeterminato nel proprio lavoro  e non hanno nessuna tutela; ne tanto meno è prevista alcuna assistenza medica al di fuori ovviamente di quella che è prevista per ogni cittadino.
Va  precisato in ogni caso ,ed è ciò che lascia perplessi come ad oggi non vi sia  ancora nulla di ufficiale ,ne tanto meno sono chiare le modalità con cui l’indennizzo verrà erogato  ed i criteri circa l’interpretazione applicativa della norma  :ovvero  come ci si dovrà regolare con le attività poste in essere nel periodo di sospensione per esempio le udienze  straordinarie, il deposito di provvedimenti o fascicoli ,  svolte nel periodo di sospensione, saranno retribuite ?

Sarà corrisposta in sostituzione l’indennità? Ci si consenta ma non è un particolare di poco conto e andrebbe chiarito immediatamente, ancora per usufruire di questa misura i magistrati onorari dovranno presentare un’istanza e che ruolo avrà il competente funzionario? Tutti interrogativi purtroppo ancora oggi senza risposta.

In alternativa si chiede il Governo voglia comunque, prevedere una misura economica di sostegno effettiva ed adeguata, e non meramente simbolica.

L’auspicio è che l’emergenza che pure il mondo della giustizia sta vivendo con la paralisi pressoché totale delle sue attività, possa essere il punto di partenza per una revisione della figura del magistrato onorario, finalmente senza preclusioni e pregiudizi.
Nessuno infatti vuole assolutamente equiparare la Magistratura onoraria alla Magistratura togata, poiché viene semplicemente chiesto un trattamento più dignitoso tenuto conto del ruolo che si ricopre e delle responsabilità che vi gravano. Troppo? non crediamo!
Oltretutto una ripresa del sistema economico italiano passa anche da una giustizia più celere ed efficiente, che se vuol essere tale non può prescindere dalla funzione del Magistrato Onorario, immediatamente disponibile e già formato laddove il reperimento di nuovi Magistrati di carriera, imporrebbe tempi lunghi (necessario bandire ulteriori concorsi oltre a quello già in essere senza contare il relativo uditorato) con il rischio di rallentare nelle more il sistema giustizia.

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