Navigator – Finale di Partita

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La misura regina del programma dei 5Stelle, il Reddito di Cittadinanza, è destinata ad attraversare lo stretto canale dell’assunzione dei Navigator. Come molte topiche della narrazione post-ideologica, tutto ciò che riguarda il Reddito di Cittadinanza presenta più complessità di quanto i proclami altisonanti e le presentazioni “a la Steve Jobs” lasciassero trasparire; di sicuro tutto ciò che orbita intorno al mondo “Navigator” non fa eccezione. Le assunzioni dei vincitori sono iniziate il 19 luglio e sono destinate a concludersi entro il 26.

Il perimetro entro il quale si muoverà l’opera dei Navigator è stabilito da una specifica convenzione che ogni Regione ha siglato con Anpal – ad oggi, 20 luglio, se ne contano 16. Sottolineiamo che le convenzioni sono necessarie perché il lavoro del Navigator può svolgersi soltanto in collaborazione con i Centri per l’Impiego, rientranti nella discrezione esclusiva delle Regioni. La pubblicazione delle convenzioni non ha, però, sortito l’effetto di diradare l’alone di mistero che copre l’effettiva funzione dei Navigator: si tratta di una non meglio definita “assistenza tecnica”. Tale nebulosità rafforza i dubbi circa la possibilità di trasferire un modello statunitense al contesto italiano, e si aggiunge alla controversia già sollevata in occasione del concorso annunciato da Anpal per la contrattualizzazione di circa 3.000 co.co.co. Eppure la posizione utile in graduatoria non basta.

Già perché l’articolo 9 del bando di concorso dichiara esplicitamente che l’effettiva assunzione dei vincitori è vincolata alle convenzioni che Anpal avrà stipulato con le varie Regioni, responsabili dei Centri per l’Impiego.

Ecco che sulla strada dei 6114 candidati per le varie province della Campania, si è palesato il Presidente della Regione Vincenzo de Luca. Al momento la convenzione tra Regione Campania e Anpal non è stata siglata, ma non solo. In varie occasioni, infatti, il Presidente ha dichiarato che non intende per nulla sottoscrivere questa convenzione. L’ultima dichiarazione fatta a mezzo social, in questo senso, si registra al 19/07/19. Il motivo? Non vuole alimentare il precariato. Ineccepibile. Intanto dichiarazioni di una chiusura ufficiale, per i Navigator campani non ci sono.

Un’analisi dei fatti potrebbe portare a notare che la particolare struttura della misura RdC, nella sua parte relativa all’assunzione dei Navigator, conteneva in nuce già l’effetto dialettico che i 5Stelle hanno proposto e continuano a proporre in questa fattispecie, ovvero la configurazione di un rimpallo delle proprie responsabilità politiche ad altri attori. Il concorso è stato indetto prima della siglatura delle convenzioni necessarie all’assunzione: la responsabilità della mancata assunzione dei vincitori cade, inevitabilmente, su chi è tenuto a firmare la convenzione. Il risultato di ciò è che si è quasi configurato uno sconfinamento nella competenza residuale esclusiva delle Regioni, giocando la partita sul piano del consenso. Basta vedere cosa è accaduto agli aspiranti Navigator campani: hanno dovuto assistere alle dichiarazioni sibilline di de Luca ed alle mancate chiarificazioni di Anpal, che nonostante tutto lasciava partire il calendario degli adempimenti anche per i campani. In tali condizioni, i vincitori campani hanno fatto la parte della corda nel tiro alla fune. Risultato: per la stragrande maggioranza dei vincitori campani l’unico responsabile dell’empasse è de Luca.

L’impressione è che Di Maio, nel trasporre il modello-Mississippi di Parisi all’Italia, abbia sottovalutato l’importanza rivestita dalla convenzione con le Regioni, che a questo punto sembra essere il punto debole (magari non il solo…) di tutto il Disegno di Legge. É semplicissimo: senza Centri per l’Impiego, e senza Navigator, la misura perde il suo lato attivo e mantiene solo quello passivo – leggasi “assistenziale”.

Forse leggerezza, forse buonafede. Forse non era possibile fare altrimenti, fatto sta che questa piccola condizione ha permesso a Vincenzo de Luca di porsi tra Di Maio e la buona riuscita del suo cavallo di battaglia. Forse è possibile interpretare, a posteriori, la conduzione politica degli ultimi mesi del Presidente della Regione Campania, come un lunghissimo preparativo per tendere una trappola ai 5Stelle.

Già perché l’ormai famigerato Bando di quello che è ormai noto come “il concorso di de Luca”, ha visto la luce. Non le  10.000 posizioni previste, ma una prima porzione da più di 2000 nelle amministrazioni dei vari Enti Locali campani che hanno aderito all’iniziativa. “Posti fissi”, tanto per capirci. L’ostruzionismo di de Luca sembra avere un volto retorico chiarissimo, che dà il senso di uno scacco matto. “Non voglio i tuoi tremila precari su scala nazionale, io ne assumo diecimila solo nella mia regione”. Probabilmente con un sottile ritardo, il Movimento 5 Stelle ha colto il guanto di sfida, e più dirigenti locali del partito rilanciano evidenziando tutte le insidie del concorso RIPAM indetto dalla regione: gli Enti in predissesto non sono obbligati alla contrattualizzazione, ed allo stato le realtà Locali che versano in tale condizione raggiungono il 40% del totale. Insomma, c’è il grosso rischio che i vincitori, dopo un anno di tirocinio retribuito a 1000€ mensili ed un’ulteriore fase selettiva, restino per molti anni in attesa.

Dunque inutile nascondersi dietro ad un dito: la partita è di natura politica. Forse non è il momento migliore per un Movimento 5 Stelle che si trova, in queste stesse fasi, ad affrontare il rischio di una crisi di governo. Fatto sta che è facile intuire che il nodo delle assunzioni nella Pubblica Amministrazione sarà uno dei grossi campi di battaglia: così come la Campania invocava – con la voce dell’Assessore Palmieri – l’attuazione del comma 258 della Legge di Bilancio 2019 in luogo dell’assunzione dei Navigator, allo stesso modo la Regione Lazio del Segretario del Pd Zingaretti decide di partire con una procedura di assunzioni nei Centri per l’Impiego procedendo con mezzi propri.

Ormai la situazione è delineata, a meno di colpi di scena clamorosi, in Campania non verranno contrattualizzati Navigator; intanto seimila campani si sono presentati alla Fiera di Roma per sostenere un concorso per una posizione di cui nessuno conosce le mansioni e per cui potrebbero non ci sono reali vincitori. L’importo medio per le spese di viaggio ed in alcuni casi di pernottamento variano dai 28 euro ad oltre 150; cifre non indifferenti per chi, mirando ad un contratto biennale, probabilmente già naviga nel precariato.

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