La scissiomania

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Presi dal panico dopo la scissione di Renzi, anche gli altri dirigenti del PD hanno riflettuto a lungo, circa una decina di minuti, sulla necessità di superare i relitti novecenteschi, e hanno dunque deciso di fondare propri movimenti per affrontare le sfide del futuro. 

Anything goes

Il primo ad agire è stato Franceschini: “Veltroni è andato in Africa, Bersani ed Epifani hanno fondato un nuovo partito di sinistra, Renzi ha fondato un nuovo partito di centro…e io?”

Resosi conto che per entrare davvero nella storia dei segretari del PD bisogna uscire dal PD, il Ministro dei Beni Culturali ha radunato i generali della propria corrente, età minima 65 anni, e ha dato via libera al suo nuovo movimento, il cui programma sarà imperniato integralmente sui discorsi parlamentari di Andreotti. Il nome del partito riflette l’obiettivo di Franceschini, ossia stare sempre e comunque al potere, ed è in inglese perché secondo un sondaggio l’equivalente italiano “Tutto fa brodo” avrebbe potuto disturbare gli elettori di stomaco delicato. L’alternativa in caso di fallimento comunque è già pronta: dichiarare un finto viaggio in Sudamerica, farsi ibernare per riemergere nei momenti più importanti e pontificare: il precedente di Veltroni assicura il successo dell’operazione.

 Famiglia Cristiana

Graziano Delrio ha deciso di recuperare una vecchia tradizione orientale che ha attraversato tante civiltà e fondare un partito che si occupasse sia di politica sia di religione. L’obiettivo finale è cambiare forma allo Stato e instaurare una monarchia teocratica, con lui a capo e i numerosi figli come ministri. Nel programma inseriti il divieto assoluto di usare contraccettivi e l’oretta di preghiera obbligatoria con lo sguardo idealmente rivolto alla tomba di Alcide Degasperi. Per garantirsi il sostegno sicuro delle masse, distribuzione quotidiana di tortellini e abbonamento gratuito a Netflix per tutti. 

Vecchi Turchi

Guidati da Andrea Orlando e Roberto Gualtieri, rispettivamente segretario e tesoriere, i Giovani Turchi, nel frattempo diventati anziani, hanno deciso di rimettere insieme la vecchia squadra, in pieno stile revival hollywoodiano con tanto di trailer su YouTube e presentazione ufficiale allo Stadio Olimpico di Roma. Gli ex rampanti del PD non hanno ancora capito perché la comunità armena li abbia odiati: il cambio di nome infatti è stato suggerito da Giorgio Napolitano, che desiderava un nuovo gruppo parlamentare in cui trovarsi a proprio agio e nuovi discepoli da giostrare a proprio piacimento. Il programma prevede che ogni assemblea nazionale del partito sia intervallata da tornei di e-sport e lunghe sedute di gruppo alla PlayStation. La mascotte e uomo immagine dei Turchi doveva essere Orfini, ma è ancora disperso nel Mediterraneo perché ha calcolato male la rotta per raggiungere la Viking.

 Partito PopDem

Preso dall’irrefrenabile voglia di superare il maestro, Luca Lotti ha rotto gli indugi e dato vita al proprio partito, nel cui statuto è inserita una clausola geografica: solo i toscani possono sedere negli organismi direttivi nazionali, a cominciare dalla segreteria. La curiosa regola ha assicurato un boom nei sondaggi a Firenze e dintorni, ma a quanto pare, in maniera incomprensibile, la risposta nelle altre regioni italiane è stata alquanto tiepida. Lotti comunque ha il solito asso nella manica, le infinite relazioni con i veri poteri forti della penisola: Vanna Marchi, Checco Zalone e il mago Silvan. Una chicca sul nome: “Pop” non sta per popolare, ma è un omaggio ai famosi pop-corn del mentore. 

DDR – Dipartito DemocRatico

Nella scissione di Renzi qualcuno ha visto un segnale: D’Alema e Bersani pensavano che fosse il momento giusto per tornare a casa, riconquistare il PD e traghettare la sinistra italiana verso i lidi di un tempo. Il problema è che nel PD, dopo le tante scissioni, non era rimasto più nessuno, e allora hanno deciso di rinominarlo affinché rispecchiasse maggiormente la tradizione comunista, sia nell’acronimo sia nell’evidente immagine di tristezza. Il programma è stato semplice da delineare, perché prevede un solo punto: ogni proposta sarà l’esatto opposto di ogni proposta di Renzi.

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